Targa italiana e zero bollo auto: esiste la legge ma nessuno la usa mai | Non paghi un euro ed è tutto legale

Targa auto, quando permette l'esenzione del bollo - circuitolavoro.it
Esiste una targa specifica che prevede diverse esenzioni, tra cui il bollo auto: se ne hai il diritto, le tasse le paga lo Stato.
Ogni anno, puntuali come le tasse, arrivano anche le scadenze del bollo auto. Chi se lo dimentica, chi lo rimanda, chi sbuffa e paga. È una tassa che conoscono tutti, anche quelli che non hanno mai avuto una macchina.
Eppure esiste una categoria di veicoli targati regolarmente in Italia che il bollo non lo paga affatto. Zero. Nemmeno un euro.
E no, non è una leggenda metropolitana: è tutto scritto in una legge, già in vigore. Solo che praticamente nessuno la conosce, perché non tutti ne possono usufruire.
La targa c’è, è italiana. Ma il bollo non si paga
La targa ha iniziali tipo CD o CC, ha un formato particolare (di solito con numeri rossi su sfondo bianco) e dà accesso a una serie di esenzioni fiscali che fanno quasi sorridere, se confrontate con la burocrazia a cui siamo abituati.
In molti casi, i possessori della stessa non pagano nemmeno l’IVA e possono godere di altri piccoli privilegi, come l’esenzione da pedaggi e ZTL. Tutto perfettamente legale e regolamentato.
È tutto vero, ma non per tutti. A differenza di altre agevolazioni che si possono richiedere con ISEE o requisiti reddituali, questa non si può ottenere con una domanda.

Chi può ottenere la targa rossa e bianca
Come accennato, questo diritto non è riservato a tutti, bensì ad una categoria ben delineata. Nello specifico, asi tratta di funzionari di ambasciate, personale consolare accreditato, membri di organizzazioni internazionali. Tutte persone che svolgono ruoli istituzionali e che, in virtù del loro status, non devono pagare il bollo auto né altri oneri legati all’importazione del veicolo.
Tutto ruota attorno a un principio che si chiama immunità diplomatica, stabilito da trattati internazionali e riconosciuto anche dal nostro ordinamento. Chi rappresenta ufficialmente uno Stato estero o un’organizzazione internazionale in Italia non è soggetto a una serie di obblighi fiscali, tra cui proprio il pagamento del bollo auto.
Molti potrebbero vedere queste agevolazioni come un privilegio a tratti ingiusto, ma la verità è che vi è dietro un ragionamento molto semplice: un ambasciatore, un console o un funzionario accreditato non è considerato residente fiscale nel nostro Paese, quindi non può essere sottoposto a imposte nazionali come un cittadino qualunque.
È per questo che i veicoli con targa diplomatica godono dell’esenzione: non è un favore, ma una condizione prevista dalla Convenzione di Vienna del 1961, accettata e applicata anche dall’Italia. Tutto perfettamente in regola. Solo che, fuori da certi ambienti, nessuno lo sa.