Supermercato Coop, chiusura immediata e centinaia di lavoratori lasciati a se stessi: “la spesa va fatta altrove” | Serrande già serrate

Coop chiude le serrande e cede gli immobili - circuitolavoro.it
Continua la crisi di Coop e le chiusure immediate: tra strategia e vendita degli immobili, ecco il piano della cooperativa nei prossimi anni.
Sebbene il cliente medio veda solo l’immagine patinata di una cooperativa solida, sono anni che Coop vive momenti difficili, con bilanci palesemente in sofferenza.
Negli ultimi anni, Coop Alleanza 3.0 – la più grande cooperativa di consumatori in Italia – si è trovata a fare i conti con una crisi silenziosa ma profonda. I supermercati restano aperti, gli scaffali pieni, ma dietro le quinte i conti scricchiolano.
Ed è per questo che sono avvenute diverse chiusure, nonché la vendita di numerosi immobili a società estere. Un piano strutturato che da una parte lascia intravedere una strategia di rilancio, ma dall’altra mostra ulteriori difficoltà e chiusure che hanno messo in crisi clienti e dipendenti. L’ultima, nel dettaglio, è quella che ha fatto più rumore.
Coop, la crisi dietro le vetrine
La cooperativa, nata dall’unione di più realtà regionali, gestisce centinaia di punti vendita tra Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Puglia e Sicilia (anche se da lì è poi uscita). Ma la macchina è diventata troppo grande. Negli ultimi bilanci, i risultati sono stati deludenti: ricavi in calo, margini stretti e, soprattutto, una struttura gestionale pesante, difficile da snellire.
A quanto pare, uno dei problemi principali è stata la troppa estensione territoriale, con negozi poco redditizi tenuti in vita a fatica. Senza parlare dei concorrenti agguerriti (Esselunga, Lidl, Eurospin), che hanno sottratto clienti da sempre fidelizzati. E ancora, la pandemia, unita a un modello di cooperativa poco al passo con i tempi, ha dato il colpo di grazia. Ora, però, si vedono i frutti, con chiusure già avvenute e la cessione degli immobili che proseguirà nel 2025.

Coop chiude le serrande, ma non tutte: il piano di cessione degli immobili
L’ultima chiusura eclatante è stata quella della storica sede di viale Virgilio a Modena, avvenuta nel luglio 2024. Una decisione improvvisa, comunicata senza preavviso, che ha coinvolto circa 300 dipendenti, lasciando clienti e lavoratori spiazzati. Alcuni sono stati ricollocati in altre sedi, altri destinati allo smart working, ma rimane il fatto che la sede, un tempo simbolo della cooperazione emiliana, è stata chiusa definitivamente.
Questa è solo una delle scelte che rientrano nelle linee guida del Piano Industriale 2023–2027, che punta a snellire la struttura e contenere i costi fissi. In parallelo, Coop ha ceduto 22 immobili (tra iper e supermercati) a fondi esteri per un valore di 222 milioni di euro. Continuerà a usarli, ma in affitto, con un contratto trentennale. Una mossa necessaria per recuperare liquidità – e tirare il fiato. Ma oggi, più che mai, Coop non è più padrona in casa propria.