Sciagura Inps, pensione ritirata se soffri di queste malattie: Giorgietti se ne infischia beatamente | Fatevi campare dai vostri figli

Sciagura Inps, pensione ritirata se soffri di queste malattie: Giorgietti se ne infischia beatamente | Fatevi campare dai vostri figli

Persona malata- Foto di Tima Miroshnichenko da Pexels-CircuitoLavoro.it

In Italia è difficile conservare la pensione di invalidità: ecco le circostanze in cui questo diritto decade e si sospende l’erogazione di questo importante sussidio economico.

La pensione di invalidità è un sostegno economico destinato a chi è riconosciuto totalmente inabile al lavoro, ma non si tratta di un diritto inalienabile concesso a vita.

Basta, infatti, un accertamento clinico, una revisione della commissione ASL o anche un reddito annuo leggermente superiore alla soglia prevista per vederselo revocare senza appello.

Nei casi, infatti, in cui l’invalidità non viene riconosciuta al 100% o quando si supera il limite economico annuo, il beneficio decade in maniera automatica.

Non sempre le patologie croniche, degenerative o invalidanti che colpiscono alcuni italiani risultano sufficienti per ottenere questo sostegno cospicuo.

Pensione di invalidità: quali sono le patologie che non confermano l’assegno mensile

Il Ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, finora non ha mostrato alcuna volontà politica di rivedere i criteri di assegnazione della pensione di invalidità, mentre le famiglie si ritrovano a sopperire a ciò che lo Stato non garantisce più. Bisogna ricordare, però, che l’invalidità civile può essere riconosciuta solo in presenza di un’inabilità totale e permanente, certificata da una Commissione medica. Durante la prima fase di valutazione viene attribuita la percentuale di invalidità: la pensione mensile si ottiene con il riconoscimento del 100%.

Questo diritto è però soggetto a periodica revisione. Nel caso in cui la commissione sanitaria stabilisca un miglioramento che porti la percentuale al di sotto della soglia massima, l’assegno viene revocato. È il caso, ad esempio, di chi soffre di disturbi psichici, patologie autoimmuni o cardiopatie non più ritenute invalidanti al massimo grado. Anche se la malattia persiste, per l’INPS può bastare una variazione formale per sospendere l’erogazione.

Uomo disperato
Uomo disperato- Foto di Gerd Altmann da Pexels-CircuitoLavoro.it

Altri casi che portano alla perdita della pensione di invalidità

Oltre alla percentuale d’invalidità legata allo stato di salute, esistono condizioni economiche e anagrafiche che possono far decadere il diritto. Chi percepisce un reddito annuo superiore ai 19.461,12 euro non può ricevere l’assegno, secondo i criteri stabiliti per quest’anno. Il reddito comprende anche pensioni indirette o rendite passive, oltre alle entrate riconducibili al lavoro.

Bisogna poi considerare che, al compimento dei 67 anni, la pensione di invalidità viene automaticamente sospesa. Da questa età in poi, infatti, avviene la transizione automatica verso l’assegno sociale. Nella fase di cambiamento possono passare diverse settimane, durante le quali il cittadino non riceve alcun tipo di supporto economico. A causa di questa normativa, che andrebbe rivista, ci sono tante persone anziane e fragili costrette a vivere senza sostegno economico, mentre le istituzioni continuano a tacere.