Il governo italiano si sta preparando a varare una manovra a metà ottobre con un obiettivo chiaro: rafforzare la previdenza complementare, soprattutto per i giovani. Il pacchetto di misure in esame mira a favorire una copertura pensionistica più adeguata per gli under 35, introducendo cambiamenti che riguardano il Trattamento di fine rapporto (Tfr) e facilitando l’accesso all’uscita anticipata per alcuni lavoratori. Tra le proposte figura anche una mini-riforma della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, che vedrebbe un ampliamento dei suoi commissari.
Con l’introduzione ormai diffusa del sistema contributivo, molti giovani rischiano di avere pensioni non adeguate, specialmente a causa delle loro carriere lavorative spesso discontinue. È in questo contesto che il governo vuole potenziare la previdenza complementare, considerata il “secondo pilastro” del sistema pensionistico. Secondo il ministro del Lavoro Marina Calderone, l’intento è di creare un collegamento più solido tra la previdenza obbligatoria e quella integrativa, garantendo così una maggiore sicurezza economica in età pensionabile.
Un elemento centrale della riforma in discussione riguarda la destinazione del Tfr. Attualmente, ci sono tre ipotesi principali sul tavolo:
Indipendentemente dall’opzione scelta, è prevista una massiccia campagna di comunicazione per sensibilizzare i giovani sull’importanza di aderire alla previdenza complementare.
Parallelamente, il governo sta pensando di rafforzare il ruolo della Covip, l’autorità di vigilanza sui fondi pensione. Dopo oltre un anno di attesa per la nomina del nuovo presidente, l’esecutivo sembra intenzionato a estendere i poteri dell’ente e a incrementare il numero dei commissari da tre a cinque. Questo rafforzamento dovrebbe contribuire a garantire un maggiore controllo e supporto nella gestione dei fondi pensionistici, rendendo più sicura la previdenza integrativa.
Un altro aspetto fondamentale della manovra riguarda la possibilità di accedere alla pensione anticipata per i lavoratori che hanno versato contributi dal 1° gennaio 1996 in poi, i cosiddetti “contributivi puri”. Attualmente, per accedere alla pensione anticipata a 64 anni con 20 anni di contributi, è necessario raggiungere un importo minimo di pensione pari a tre volte l’assegno minimo. Tale soglia può ridursi per le madri, ma rimane comunque difficile da raggiungere per molti. La proposta è quella di includere anche la rendita derivante dalla previdenza integrativa nel calcolo dell’importo minimo, rendendo così più accessibile l’uscita anticipata.
Il pacchetto di riforme che il governo sta preparando rappresenta un tentativo ambizioso di affrontare le sfide del sistema pensionistico per le nuove generazioni. Potenziando la previdenza complementare e facilitando l’accesso all’uscita anticipata, l’esecutivo spera di offrire maggiori garanzie economiche ai giovani lavoratori. Resta da vedere come queste proposte verranno accolte e implementate, ma il rafforzamento del secondo pilastro potrebbe rivelarsi una componente cruciale per il futuro del sistema previdenziale italiano. Per saperne di più e rimanere aggiornato, visita la nostra sezione dedicata alla news: clicca qui.
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