Disoccupazione agricola e bonus 2023: requisiti e calcolo
La disoccupazione agricola è un’indennità erogata dall’INPS ai lavoratori agricoli che si trovano senza lavoro a causa di una riduzione dell’attività agricola o di una crisi economica. Se la domanda di disoccupazione agricola viene respinta, esiste la possibilità di presentare una richiesta di riesame.
Vediamo quali sono i tempi e la procedura da seguire.
La disoccupazione agricola può essere richiesta da diverse categorie di lavoratori, tra cui i lavoratori agricoli a tempo indeterminato e determinato, i piccoli coloni, i compartecipanti familiari, i piccoli coltivatori diretti e altri.
È importante verificare se si rientra in una di queste categorie per poter presentare la domanda di disoccupazione agricola.
Riesame della disoccupazione agricola respinta: quando farlo
È possibile presentare una richiesta di riesame della domanda di disoccupazione agricola in determinate situazioni. Queste includono:
Prima di presentare la domanda di riesame, è consigliabile contattare l’INPS tramite il contact center al numero 803 164 da telefono fisso (gratuito) o al numero 06 164164 da telefono cellulare (a pagamento).
È anche possibile sollecitare l’INPS attraverso il servizio online “INPS risponde“, indicando nella descrizione del sollecito i propri dati e il numero di protocollo della domanda di disoccupazione agricola.
Se si ricevono risposte poco chiare o non viene fornita alcuna comunicazione da parte dell’ente previdenziale, si può procedere con la presentazione del riesame della domanda di disoccupazione agricola.
Per presentare la domanda di riesame, è necessario accedere al sito dell’INPS e selezionare il servizio “Domande per prestazioni a sostegno del reddito”. Successivamente, fare clic su “Disoccupazione e/o ANF agricola – Riesame domande” e selezionare “Presentazione Riesame” e quindi “Avanti” per completare la procedura di riesame.
Alla domanda di riesame è possibile allegare diversi documenti, tra cui il Modello Unilav, le buste paga o i modelli DMAG (da richiedere al datore di lavoro), i Modelli 730 dei due anni precedenti, lo stato di famiglia e, se applicabile, l’autorizzazione Anf42 per genitori separati o divorziati o per genitori non sposati. È anche possibile allegare le buste paga che indicano i giorni lavorati in settori non agricoli, nel caso in cui l’INPS non riconosca i periodi di disoccupazione da indennizzare.
È possibile verificare lo stato della domanda di riesame per la disoccupazione agricola sul sito dell’INPS. In alternativa, è possibile contattare il centro di assistenza dell’INPS o recarsi personalmente presso la sede territorialmente competente dell’ente previdenziale.
Se la domanda di riesame viene accolta, l’INPS procederà al pagamento dell’indennità in un’unica soluzione. Di solito, i pagamenti vengono effettuati nei mesi di giugno e luglio dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione.
L’importo della disoccupazione agricola varia in base al tipo di contratto. I lavoratori a tempo determinato ricevono il 40% del loro salario, mentre i lavoratori a tempo indeterminato ricevono il 30%.
Tuttavia, per i lavoratori a tempo determinato nel settore agricolo, è prevista una detrazione dal contributo di solidarietà del 9% per un massimo di 150 giorni. Dopo questi giorni, l’indennità spettante è pari al 40% del salario di riferimento.
La domanda di disoccupazione agricola deve essere presentata tra il 1° gennaio e il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è diventati disoccupati. È possibile presentare la richiesta tramite un patronato, online accedendo al sito dell’INPS e utilizzando il servizio dedicato, o tramite il contact center dell’INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o al numero 06 164 164 (da rete mobile).
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