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Pensioni di invalidità INPS: novità e cosa devi sapere

Da gennaio 2024 le pensioni aumenteranno per effetto della rivalutazione, il meccanismo con cui l’importo viene adeguato in base all’indice dei prezzi registrato negli ultimi 12 mesi. Scopriamo di più su questo importante adeguamento e sulle sue conseguenze.

Cosa sono le pensioni di invalidità INPS

Le pensioni di invalidità INPS sono prestazioni erogate dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) a persone con condizioni di inabilità lavorativa totale o invalidità civile. Queste pensioni sono rivolte a individui che presentano una incapacità lavorativa permanente, riconosciuta in base a specifici requisiti. Ci sono diverse tipologie di pensioni di invalidità, tra cui la pensione di inabilità civile e l’assegno ordinario di invalidità.

La pensione di inabilità civile è destinata a coloro che sono completamente inabili al lavoro e si trovano in uno stato di bisogno. Il riconoscimento dell’inabilità totale e permanente è un requisito fondamentale, insieme al rispetto di determinati limiti reddituali.

L’assegno ordinario di invalidità è un’altra forma di sostegno economico per persone con capacità lavorativa ridotta. L’erogazione avviene per lavoratori dipendenti, autonomi e iscritti alla Gestione Separata

Requisiti di accesso alle pensioni di invalidità

Per accedere alle pensioni di invalidità, è necessario soddisfare determinati requisiti che possono variare a seconda del tipo di pensione:

  • Pensione di inabilità civile: è destinata agli invalidi civili totali o parziali di età compresa tra 18 e 67 anni; richiede il riconoscimento dell’inabilità totale e permanente (100%) e un reddito inferiore alla soglia stabilita ogni anno
  • Assegno ordinario di invalidità: è rivolto a coloro che hanno capacità lavorativa ridotta; richiede almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 anni, oltre all’accertamento del requisito sanitario e contributivo
  • Invalidità civile: viene corrisposta agli invalidi totali di età compresa tra 18 e 67 anni che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi

Conguaglio della rivalutazione del 2023

Prima di guardare a cosa succederà nel 2024 dobbiamo tener conto che già a dicembre gli importi dei trattamenti assistenziali percepiti da invalidi, ciechi e sordi civili sono leggermente incrementati.

Sull’importo aggiornato al 31 dicembre 2022, infatti, è stato aggiunto un tasso di rivalutazione dello 0,8% pari alla differenza che c’è tra il tasso provvisorio utilizzato lo scorso gennaio per aggiornare gli importi – pari al 7,3% – e quello definitivo rilevato in un secondo momento dall’Istat, pari all’8,1% appunto.

Con il cedolino in pagamento a dicembre è stato dunque effettuato un conguaglio, con il quale è stato riconosciuto un assegno con gli arretrati per le 11 mensilità precedenti.

Aumento delle pensioni di invalidità INPS per il 2024

A gennaio sugli importi – come aggiornati a dicembre 2023 – verrà applicato invece un tasso del 5,4%. All’aumento dell’importo seguirà quello dei limiti di reddito per beneficiarne: tuttavia, in tal caso non si applicherà il tasso di rivalutazione pieno, quindi è ancora presto per fare una previsione in quanto bisognerà aspettare la circolare INPS che ufficializzerà i nuovi valori.

Incremento delle pensioni di invalidità INPS per categorie specifiche

Gli importi delle pensioni di invalidità INPS sono soggetti a rivalutazioni periodiche. Nel 2023, l’INPS ha comunicato degli aumenti definitivi per alcune categorie specifiche:

  • Trattamento minimo INPS: aumento definitivo del trattamento minimo INPS, portando l’importo a 487,94 euro per tredici mensilità
  • Invalidità civile, pensione sociale e assegno sociale: nella comunicazione INPS del 15 novembre 2023 si specifica che le pensioni di invalidità civile, pensione sociale, e assegno sociale non avranno aumenti
  • Rivalutazione generale delle pensioni: importi delle pensioni di invalidità rivalutati, con un piccolo aumento a partire da dicembre 2023, come comunicato dall’INPS

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