Disastro Inps, addio pensione superata quest’età: Siete pronti per il campo santo | Giorgietti non ne vuole sapere nulla

Anziana- Foto di Paul Theodor Oja da Pexels-CircuitoLavoro.it
Sono previsti tagli netti per alcune categorie di cittadini italiani: ecco cosa succede a chi vive con la pensione di invalidità, una volta superata la soglia dei 60 anni.
C’è sempre molta confusione intorno all’applicazione della normativa che riguarda la pensione di invalidità. Non tutti sanno cosa accade quando un invalido civile compie 67 anni.
Questa, per legge, è infatti la soglia d’età che stabilisce l’ingresso del cittadino italiano nel sistema pensionistico ordinario. Da questo momento si può ricevere la pensione.
Fino al compimento dei 67 anni, chi ha un’invalidità riconosciuta può ricevere due tipi di prestazioni economiche: l’assegno mensile o la pensione di inabilità.
La differenza tra questi due tipi di sussidio dipende dalla percentuale di invalidità riconosciuta e dai requisiti reddituali. Ma superata quella soglia anagrafica stabilita, tutto cambia.
Invalidità civile dopo i 67 anni: cosa cambia nella pensione ricevuta dallo Stato
Dopo i 67 anni, infatti, l’assegno o la pensione vengono revocati e trasformati in un assegno sociale, che ha criteri diversi e spesso risulta più basso. In particolare l’articolo 19 della legge 118/1971 stabilisce che l’assegno e la pensione di invalidità civile si trasformino automaticamente in questo nuovo beneficio. Questo significa che non si valutano più le condizioni sanitarie o il grado di invalidità, ma solo il reddito. Il nuovo importo viene quindi ricalcolato su parametri più rigidi e spesso penalizzanti.
Oltre al tipo di supporto economico, cambiano anche i criteri di valutazione. Prima dei 67 anni viene valutata la capacità lavorativa residua, mentre al di sopra di quell’età l’unica valutazione da fare è quella relativa alla possibilità di svolgere le attività tipiche della vecchiaia. La Commissione medica ASL può ancora riconoscere l’invalidità civile anche dopo i 67 anni, ma non dà più accesso ad alcun sostegno economico. La situazione cambia solo se si rientra nei casi di accompagnamento.

Indennità di accompagnamento: chi può riceverla anche dopo aver compiuto 67 anni
Dopo aver compiuto 67 anni, la persona invalida perde l’assegno se ha un’invalidità tra il 74% e il 99% e perde anche la pensione se aveva una totale inabilità al lavoro (100%). Secondo la normativa le condizioni di vita del cittadino in questione possono essere paragonate a quelle di qualunque altro pensionato. L’unica eccezione resta l’indennità di accompagnamento, che continua ad essere erogata solo a chi non è in grado di deambulare o compiere in autonomia le consuete azioni della vita quotidiana.
Eliminati i sussidi di tipo economico per gli invalidi civili, però, restano valide le agevolazioni sui servizi, come l’esenzione dal ticket e le facilitazioni sanitarie. Al momento il ministro Giorgetti non si è espresso sull’argomento, mentre molti italiani sono preoccupati all’idea di perdere questo importante aiuto monetario.