Ci sono novità sul fronte del congedo parentale per i dipendenti pubblici, che ora possono beneficiare di condizioni più favorevoli, soprattutto nelle famiglie miste, dove un genitore è impiegato nel settore pubblico e l’altro nel privato. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la nuova normativa e come si applica.
La recente circolare dell’INPS ha chiarito i termini per il congedo parentale retribuito, offrendo ai genitori la possibilità di usufruire di misure più vantaggiose. Per i dipendenti pubblici è confermato il diritto a un mese di congedo retribuito al 100% secondo quanto previsto dai contratti collettivi. I genitori lavoratori, quando uno è impiegato nel settore pubblico e l’altro nel settore privato, possono beneficiare di un totale di tre mesi di congedo a condizioni vantaggiose. Nel 2024, vi sarà un aumento dell’indennità per uno dei mesi di congedo dal 30% al 60%, con una specifica del 2023 che innalza temporaneamente questa percentuale all’80%.
Secondo la circolare n. 57 dell’INPS, si evince che nelle famiglie con un genitore dipendente pubblico e l’altro privato, emergono benefici notevoli, andando così a creare una situazione di maggior favore rispetto ai nuclei con genitori entrambi dipendenti pubblici o privati.
Un’analisi dettagliata della normativa mostra che le disparità tra i vari nuclei familiari emergono principalmente a causa delle diverse modalità di applicazione delle indennità di congedo parentale.
Per esempio, se in una famiglia uno dei genitori lavora nel settore pubblico, questo avrà diritto a:
Mentre, per i genitori dipendenti del settore privato, nel 2024 sarà possibile godere di due mesi di congedo retribuiti all’80% e dei restanti mesi ad una percentuale ridotta.
L’esempio fornito dall’INPS evidenzia ancora di più il vantaggio per le famiglie miste, dove la combinazione delle diverse normative applicabili ai settori pubblico e privato può portare fino a tre mesi di congedo a condizioni migliorate.
Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio e i chiarimenti forniti dall’INPS rappresentano un passo avanti per garantire condizioni più eque e favorevoli per tutti i genitori lavoratori. La situazione di maggiore vantaggio per i nuclei familiari misti sottolinea l’importanza di considerare le diverse esigenze delle famiglie italiane.
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