Carta d’Identità, partito l’abbonamento obbligatorio: se non paghi rimani senza documento | Decisione del governo

La nuova tassa sulla carta d'Identità - circuitolavoro.it
È finita l’epoca in cui la Carta d’Identità era gratuita: parte il nuovo ‘canone’ che colpirà tutti, nessuno escluso.
La Carta d’Identità è un documento essenziale per ogni cittadino, senza distinzione di età o origine. Serve a identificarci, a viaggiare, ad accedere a servizi pubblici. È obbligatoria per tutti, tranne per i bambini molto piccoli – e anche in quel caso, è richiesta se devono viaggiare, soprattutto all’estero, o prendere un aereo.
Insomma, non si può girare senza. Neanche dopo la scadenza: va rinnovata, sempre. Eppure, per quanto sia un nostro diritto averla, le cose stanno cambiando. E per mantenerla in regola, adesso bisogna pagare un canone.
Una novità, questa, che non è passata inosservata, soprattutto tra chi non accetta l’idea di dover mettere mano al portafoglio per un documento obbligatorio.
Carta d’Identità ieri, Carta d’Identità oggi
Una volta bastava un pezzo di carta, una foto in bianco e nero incollata sopra, una firma del funzionario e via: si usciva con la carta d’identità in tasca, valida per dieci anni. Economica, rapida, familiare. Nessuno si poneva troppe domande: era un documento, non un lusso.
Poi qualcosa è cambiato. Senza proclami, senza grandi annunci. Un po’ alla volta, siamo entrati nell’era del chip, dei dati biometrici e delle procedure digitali. La carta d’identità cartacea ha iniziato a sparire, silenziosamente, lasciando spazio alla nuova versione elettronica. E con lei, anche la semplicità di un tempo ha cominciato a svanire.
Oggi la Carta d’Identità Elettronica è diventata obbligatoria quasi ovunque. Un cambiamento presentato con parole altisonanti come ‘sicurezza’, ‘innovazione’, ‘lotta alla contraffazione’. Tutto giusto, per carità. Ma nel frattempo, quasi senza accorgercene, è comparso anche qualcos’altro. Un costo. Un pagamento ricorrente.

Il nuovo canone della Carta d’Identità
Sì, parliamo proprio di un ‘canone’. Perché anche se nessuno lo chiama così, il senso è quello: per avere la Carta d’Identità Elettronica, oggi si paga. E ogni volta che scade, si perde o si danneggia, tocca rifare tutto da capo. E pagare di nuovo.
Prendiamo Roma come esempio. Qui il costo complessivo per rilascio o rinnovo è di 22,21 euro, divisi tra 16,79 euro di tariffa fissa ministeriale e 5,42 euro di diritti comunali. Quest’ultima voce cambia a seconda del Comune: ci sono città dove si paga un po’ meno, altre dove la cifra resta simile. Ma una cosa è certa: la parte fissa non cambia, è uguale ovunque in Italia, perché stabilita dal Ministero dell’Interno.
Chi perde la carta, se la fa rubare o se la ritrova illeggibile, deve rifarla da capo. Nessuna eccezione. E in tutti questi casi, si paga lo stesso importo. Perché non importa se è colpa nostra, di un borseggiatore o dell’umidità in tasca: per lo Stato, ogni nuova emissione è una nuova transazione. E il documento, che dovrebbe essere un diritto, diventa di fatto un servizio a pagamento.