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Abbassare l’ISEE: strategie utili entro il 31 dicembre

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è uno strumento fondamentale per valutare la situazione economica di famiglie e individui in Italia. Questo indicatore è utile per accedere ad agevolazioni, bonus, e servizi basati sul reddito. In pratica, un ISEE più basso si traduce in maggiori possibilità di ricevere sostegno economico e benefici vari. Dato il suo ruolo chiave, conoscere le modalità per abbassarlo legalmente è essenziale per ottimizzare la propria situazione finanziaria. Vediamo come abbassare l’ISEE di seguito.

Ridurre l’ISEE tramite l’ISEE corrente

L’approccio più comune per diminuire l’ISEE implica l’uso dell’Isee corrente. Quest’ultimo, a differenza del metodo tradizionale, prende in considerazione i redditi e i patrimoni dell’anno precedente invece di quelli di due anni fa.

Per richiedere l’Isee corrente, è necessario che si verifichino una o più delle seguenti condizioni:

  • cambiamenti nel contesto lavorativo, come la perdita del lavoro o la cessazione di trattamenti previdenziali, assistenziali o indennitari che non fanno parte del reddito totale di uno o più membri della famiglia;
  • un incremento oltre il 25% del reddito complessivo del nucleo familiare;
  • un aumento superiore al 20% del patrimonio totale del nucleo familiare.

Pertanto, se nel 2023 la situazione economica è peggiorata rispetto al 2022, è consigliabile fare domanda per l’Isee corrente. Questo permetterà di abbassare l’indicatore e incrementare le possibilità di ottenere supporto al reddito.

Metodi legali per diminuire l’ISEE

Ecco quattro soluzioni legali per ridurre l’ISEE in modo efficace e conforme alla legge.

Prima di tutto, è importante conoscere i dati rilevanti per il calcolo dell’ISEE. Per determinare l’Indicatore, si considerano i redditi e i patrimoni dell’anno precedente rispetto alla presentazione della DSU. Per l’ISEE 2024, ad esempio, si prenderanno in considerazione i dati relativi al 2023.

Per abbassare l’ISEE, è quindi necessario intervenire su questi aspetti in modo completamente legale.

Evitare di dichiarare certe informazioni potrebbe sembrare un metodo semplice per ridurre l’ISEE, ma ciò esporrebbe a serie sanzioni pecuniarie. L’omissione di dati potrebbe infatti essere scoperta in un controllo fiscale successivo, con effetti retroattivi.

In caso di omissioni che portino a un abbassamento non legittimo dell’ISEE, si potrebbe essere obbligati a restituire tutte le agevolazioni ottenute grazie a tale indicatore.

Quali sono, quindi, le soluzioni praticabili? Esistono tre opzioni rilevanti su cui intervenire, che, se attuate entro il 31 dicembre 2023, permetterebbero di abbassare l’ISEE per il 2025 o anche per il 2024, in particolare se si opta per l’ISEE corrente.

Ridurre l’ISEE attraverso la gestione dei conti correnti

Un metodo per diminuire l’ISEE è considerare la cointestazione di un conto corrente, sia esso bancario o postale. Questo approccio può ridurre significativamente la quota imputata nel calcolo dell’ISEE, poiché solo metà della giacenza media del conto viene conteggiata.

Tuttavia, è fondamentale che il conto sia cointestato con una persona che non fa parte del nucleo familiare. Nel caso di cointestazione con un membro del nucleo familiare, infatti, l’intera giacenza media del conto corrente influirebbe sull’ISEE. Pertanto, la cointestazione dovrebbe essere effettuata con una persona esterna al nucleo familiare e di fiducia.

È importante considerare che ci sono dei rischi nel cointestare un conto con una persona non completamente affidabile, che possono superare i benefici ottenuti nel ridurre l’ISEE. Prima di procedere con questa scelta, valutate attentamente se sia conveniente cointestare un conto con un’altra persona per ottenere un ISEE inferiore.

Riduzione dell’ISEE attraverso immobili inabitati

Un’altra strategia per abbassare l’ISEE riguarda la gestione dei beni immobili non utilizzati. Il possesso di immobili inutilizzati o non abitati può incrementare significativamente l’ISEE.

In questi casi, può essere vantaggioso optare per la concessione dell’immobile in usufrutto. Tale scelta permette di escludere la nuda proprietà dell’immobile dal calcolo dell’ISEE, offrendo così un potenziale vantaggio nel ridurre l’indicatore economico.

Investimenti e loro impatto sull’ISEE

Per l’ISEE 2024, emerge una novità: gli investimenti in titoli di Stato fino a un limite di 50.000 euro non rientrano nel calcolo dell’Isp, che comprende i patrimoni mobiliari e immobiliari.

Coloro che dispongono di risparmi nei conti correnti possono sfruttare questo vantaggio acquistando Btp, escludendo così legalmente tali fondi dal calcolo dell’ISEE. Nel calcolo dell’ISEE, si sommano i redditi al 20% dei patrimoni. Eliminando 50.000 euro dal patrimonio immobiliare, l’ISEE di una persona singola può ridursi di 10.000 euro. Questa riduzione è ancora maggiore per le famiglie numerose, considerando la scala di equivalenza.

Investendo in Btp, si può pertanto ridurre significativamente l’ISEE per il 2025. Inoltre, tale investimento potrebbe creare le condizioni per richiedere l’ISEE corrente, influenzando positivamente l’indicatore già per il 2024.

Come abbassare l’ISEE modificando il nucleo familiare

Un’ultima strategia consiste nel modificare la composizione del nucleo familiare, a condizione che vi siano le circostanze appropriate.

Il nucleo familiare include tutti coloro che condividono lo stesso stato di famiglia, vale a dire che convivono nella stessa abitazione e eventuali altri familiari a carico.

È importante sapere che, in certe situazioni, si può procedere alla divisione dello stato di famiglia. Questo comporta l’esclusione di individui che, pur condividendo la stessa residenza, formano un nucleo familiare distinto.

Questa opzione è fattibile quando tra gli abitanti non vi sono legami di parentela o relazioni affettive. In tal caso, è possibile rimuovere una persona dal nucleo familiare, un’opzione particolarmente vantaggiosa se tale individuo dispone di un reddito elevato o di un patrimonio consistente.

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