La questione delle assunzioni di donne svantaggiate e degli incentivi disponibili sta guadagnando crescente attenzione tra i datori di lavoro. La possibilità di scegliere tra il vecchio sistema di esonero previsto dalla Legge Fornero o il più recente introdotto dal Decreto Legge Coesione solleva interrogativi sulla scelta più vantaggiosa.
I datori di lavoro di fronte alla scelta di assumere a tempo indeterminato donne in situazioni di svantaggio hanno due opzioni principali:
Queste due misure presentano sia punti in comune che differenze, compresi i criteri di eleggibilità e la durata dei benefici contributivi.
Per esempio, il DL Coesione limita l’esonero alle sole assunzioni a tempo indeterminato e vanta una non cumulabilità con altre forme di beneficio, fatta eccezione per la maxi deduzione del 120% introdotta dall’art.4 del D.lgs. 216/2023. Al contrario, gli sconti contributivi previsti dalla Legge Fornero possono essere più generalmente cumulabili con altre agevolazioni, sebbene vi siano delle esclusioni.
La questione della cumulabilità è centrale nella scelta dell’esonero più conveniente per le assunzioni di donne svantaggiate. Mentre il vecchio esonero Strutturale è più flessibile in questo senso, il nuovo esonero DL Coesione è più restrittivo ma offre altri vantaggi.
È importante valutare attentamente entrambe le opzioni e aspettare le istruzioni operative dall’INPS per una scelta ben informata.
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