Il trasferimento della residenza in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero offre significativi benefici fiscali. Tuttavia, a partire dal 2024, l’accesso a queste agevolazioni si presenterà più complesso e meno conveniente a causa delle nuove disposizioni normative. Esistono due distinti regimi di agevolazioni: uno dedicato ai lavoratori impatriati e l’altro a docenti e ricercatori. Le riforme fiscali hanno ridefinito in modo sostanziale queste agevolazioni, aggiornando requisiti di accesso e benefici economici.
Per i lavoratori impatriati, le recenti riforme hanno introdotto modifiche significative. I requisiti per accedere alle agevolazioni ora sono più stringenti, con una riduzione della base imponibile che scende al 50%. Al contrario, le condizioni per docenti e ricercatori restano sostanzialmente invariate, con l’imposizione fiscale calcolata solo sul 10% del reddito.
Fondamentale è il cambiamento operato con il Decreto Crescita del 2019, che già aveva modificato il panorama delle agevolazioni, segnando un’importante evoluzione normativa.
I beneficiari delle agevolazioni sono lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, docenti e ricercatori che trasferiscono la loro residenza in Italia, con diritto a una riduzione della base imponibile del 50% fino a un limite di 600.000 euro annui. Le agevolazioni sono godibili per 5 anni, con un’ulteriore riduzione al 40% dell’imponibile per chi trasferisce in Italia anche figli minorenni.
Per i docenti e i ricercatori, il regime di favore fiscale consente invece l’esclusione dal reddito di lavoro del 90% delle somme percepite, con una durata che può estendersi fino a 13 anni in presenza di particolari condizioni.
I requisiti per accedere a queste agevolazioni comprendono la permanenza all’estero e, in alcuni casi, l’iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE). Particolarmente rilevante è il canale preferenziale istituito per chi rientra in Italia con figli minorenni, che consente una maggiorazione delle agevolazioni.
A seguito delle novità introdotte dalla riforma fiscale e dalle leggi di Bilancio 2021 e 2022, sono state estese le possibilità di godere del regime fiscale agevolato, anche per periodi più lunghi, a certe categorie di rientranti, tra cui docenti e ricercatori.
Per accedere a queste agevolazioni è necessario presentare specifica domanda secondo le modalità stabilite dall’Agenzia delle Entrate. La durata e la portata dei benefici variano in base alle specifiche situazioni personali e familiari del richiedente, nonché alla tipologia di lavoro svolto.
Il regime di agevolazioni fiscali per il rientro dei cervelli rappresenta un significativo incentivo per lavoratori, docenti e ricercatori che decidono di trasferire la loro residenza fiscale in Italia. Nonostante le recenti restrizioni, i benefici previsti possono costituire un valido motivo per considerare l’Italia come destinazione per il futuro professionale e personale.
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