Entro determinati parametri e con specifici requisiti, alcuni pensionati possono beneficiare del cosiddetto Bonus Tredicesima, una somma aggiuntiva di 154,94 euro erogata nel mese di dicembre insieme alla consueta tredicesima. Questo importo extra viene assegnato automaticamente se ne sussistono le condizioni, evitando la necessità di una richiesta formale da parte dell’interessato. È importante sottolineare che il bonus in questione non viene considerato come reddito e, di conseguenza, non è soggetto a tassazione.
Per comprendere chi ha diritto a tale beneficio e il funzionamento dettagliato di questo contributo aggiuntivo al trattamento pensionistico, è necessario analizzare i criteri di assegnazione. Scopri i Bonus Famiglia una guida completa alle agevolazioni e contributi per le famiglie italiane.
Anche per l’anno 2023 è confermato il bonus tredicesima, il quale sarà accreditato insieme alla pensione di dicembre. L’introduzione di questa misura risale alla Legge finanziaria del 2021.
Con tale provvedimento, i pensionati osserveranno un incremento di 153,94 euro nel proprio assegno previdenziale solo per il mese successivo. È importante notare che anche il bonus tredicesima sarà soggetto a una rivalutazione in base al costo della vita, con un aumento previsto dell’0,8%, in linea con quanto stabilito per il conguaglio di rivalutazione.
È fondamentale sottolineare che non tutti i trattamenti pensionistici godranno di questo beneficio. Infatti, il diritto a ricevere la tredicesima è vincolato al rispetto di specifici requisiti reddituali, i quali vengono aggiornati annualmente.
Il bonus tredicesima sarà erogato a determinati pensionati nel cedolino del mese di dicembre 2023. In particolare, questo beneficio sarà destinato a:
Il Bonus tredicesima non è attribuito agli individui beneficiari di trattamenti assistenziali, come ad esempio il trattamento di invalidità civile, né ai titolari di pensioni provenienti da enti creditizi, dirigenti d’azienda o trattamenti che non rientrano nella categoria di pensione. Per ottenere questo beneficio, è essenziale rispettare un requisito di reddito: la pensione lorda annua non deve superare l’importo della pensione minima o del trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, fissato per il 2023 a 7.327,32 euro.
Coloro il cui reddito supera i 7.327,32 euro (ma è inferiore alla soglia di 7.482,26 euro) riceveranno un Bonus tredicesima pari alla differenza tra la soglia di 7.482,26 euro e il proprio reddito. Infine, per essere idonei al Bonus tredicesima, il reddito complessivo del pensionato non deve superare i 10.990,98 euro nel 2023.
È importante notare che il Bonus tredicesima non contribuisce al reddito di chi lo riceve, pertanto, non è soggetto a tassazione e non incide sul calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee). Inoltre, a differenza della pensione e della tredicesima, che vengono rivalutate dello 0,8% per preservarne il potere d’acquisto, il Bonus tredicesima rimane invariato.
Le condizioni variano nel caso del pensionato coniugato. In tale circostanza, il diritto al bonus tredicesima è subordinato al soddisfacimento di due distinti requisiti: il primo riguarda il reddito complessivo personale, il quale non deve eccedere i 10.990,98 euro; il secondo implica il non superamento di tre volte l’importo del trattamento minimo, fissato per il 2023 a 21.981,96 euro.
Il prossimo mese si procederà al conguaglio della rivalutazione della pensione in base al costo della vita, ma le percentuali saranno differenziate in relazione alle diverse fasce di reddito.
La copertura del 100% dell’inflazione è garantita esclusivamente per coloro che ricevono un assegno previdenziale non superiore a quattro volte l’importo minimo, ossia 2.101,52 euro lordi al mese. Le percentuali variano successivamente nelle seguenti fasce di reddito:
La data di erogazione della tredicesima pensionistica è fissata per il primo giorno bancabile del mese di dicembre, precisamente venerdì 1° dicembre 2023, per quanto riguarda le pensioni, l’invalidità civile e l’assegno sociale. Coloro che ritirano l’assegno direttamente in posta dovranno rispettare i turni stabiliti in base alle iniziali dei cognomi.
Per i lavoratori del settore privato, la data di pagamento della tredicesima varia in base a quanto concordato nella contrattazione collettiva. A titolo di esempio, nel caso del Ccnl Commercio, la tredicesima deve essere versata entro il 24 dicembre, anche se il datore di lavoro può anticipare il pagamento. Nel Ccnl Metalmeccanici, il versamento è previsto in occasione delle festività natalizie, ma in ogni caso, la tredicesima deve essere corrisposta prima della Vigilia di Natale.
Per i dipendenti statali, la data di pagamento della tredicesima è stabilita dal Decreto Legge 350/2001. Gli insegnanti delle scuole materne ed elementari la ricevono il 14 dicembre, mentre per gli insegnanti supplenti temporanei è prevista il 16 dicembre. Il personale delle direzioni provinciali del Tesoro la percepirà il 15 dicembre, mentre per tutti gli altri dipendenti pubblici sarà il 16 dicembre.
Per le pensioni minime, oltre alla tredicesima, è previsto un bonus aggiuntivo di 155 euro. Questa somma supplementare costituisce un’ulteriore erogazione rispetto all’assegno previdenziale standard di 154,94 euro ed è destinata a coloro che percepiscono un importo complessivo inferiore al trattamento minimo, ovvero a chi guadagna sostanzialmente meno di 7.327,32 euro all’anno e si trova in particolari situazioni reddituali.
Il bonus specifico viene concesso a coloro che ricevono pensioni dall’INPS, escludendo chi percepisce trattamenti assistenziali (come pensioni e assegni sociali, prestazioni per gli invalidi civili), pensioni dei dipendenti degli enti creditizi, trattamenti riservati ai dirigenti d’azienda e quelli che non rientrano nella categoria di pensione.
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