Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, guidato da Marina Elvira Calderone, ha recentemente pubblicato nuove indicazioni riguardanti la perdita e la sospensione dell’Assegno di Inclusione (Adi) per il 2024. Questo sussidio ha sostituito il Reddito di Cittadinanza e qualsiasi provvedimento che colpisca un solo membro del nucleo familiare influenzerà l’intera famiglia beneficiaria.
La perdita o la decadenza dell’Adi può verificarsi se la famiglia non risponde a una convocazione da parte dei servizi sociali senza giustificato motivo. In questo caso, l’intero nucleo familiare perderà il diritto all’Assegno di Inclusione.
La sospensione dell’Adi, che riguarda sempre l’intera famiglia, si attua se non c’è stata una convocazione ufficiale ma la famiglia non si presenta comunque ai servizi sociali entro 120 giorni dall’accettazione della domanda. La sospensione decorre dal mese successivo alla scadenza di questo termine.
La sospensione o la decadenza dell’Assegno di Inclusione si applica a tutti i componenti del nucleo familiare. Questo implica che tutte le carte di pagamento associate all’Adi saranno bloccate se anche solo un membro della famiglia non adempie agli obblighi previsti, come partecipare agli incontri fissati periodicamente.
I soggetti attivabili sul lavoro devono presentarsi entro 60 giorni presso i Centri per l’Impiego per sottoscrivere il Patto di Servizio Personalizzato. La mancata presentazione comporta la sospensione del pagamento dell’Adi.
I soggetti obbligati a sottoscrivere il Patto per l’Inclusione Sociale devono recarsi presso i servizi sociali o i patronati entro 90 giorni. Anche in questo caso, la mancata presentazione comporta la sospensione dell’Adi.
I membri della famiglia che rientrano nel Supporto per la Formazione e il Lavoro sono esenti da obblighi e sanzioni e non devono presentarsi periodicamente ai servizi sociali.
I componenti non tenuti all’obbligo di attivazione lavorativa o sociale devono presentarsi ogni 90 giorni per confermare la loro situazione. La mancata presentazione in questo caso comporta la sospensione dell’Adi.
Se una famiglia si trova in una delle situazioni sopra descritte, può sanare la propria posizione comunicando l’avvenuta presentazione ai servizi sociali. Una volta che questa è registrata, l’eventuale sospensione decadrà e il pagamento dell’Adi verrà riattivato, comprendendo anche le mensilità arretrate.
In caso di decadenza dell’Assegno di Inclusione, è possibile presentare una nuova domanda, ma solo dopo sei mesi dalla perdita dell’Adi. La richiesta deve essere inoltrata da un altro componente del nucleo familiare. Scopri ulteriori incentivi destinati alle famiglie italiane visitando la nostra pagina dedicata: clicca qui.
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